I moschettieri e i nuovi codici del mondo

La prima cosa che mi sono chiesta quando ho letto del possibile ritrovamento in Olanda di uno scheletro dei Tre moschettieri, quello di D’Artagnan, è se oggi avrebbero avuto una group chat “les inseparables”,  “All for one, and one for all!”

Poi ho pensato fosse un artificio retorico inutile. Anche banale. La bellezza dei tre moschettieri è nel passato. Nei mantelli che a un bambino bastano per sentirsi in un’avventura, nelle spade usate quasi come arte che come arma. C’è un costume da moschettiere comprato per un carnevale in cui ancora non sapeva distinguere i piedi dalle mani e che ora guarda più affascinato 

C’è una libreria in una casa di campagna con tutti i grandi libri di avventura dell’infanzia. Io negli anni 90 giocavo ancora a Tom Sawyer e Huckleberry Finn e mille altri, ma oggi tutti ti dicono che è impossibile. Sono iPad kids. A vedere teenager cresciuti online con YouTube ormai ventenni non è sempre così, tanti ancora pensano all’immaginazione prolungano giochi d’immaginazione, a continuare l’infanzia, la genetica può rallentare tutto, la vita può mischiare le carte senza moralismi.

Athos, Porthos, Aramis, e il loro protégé d’Artagnan—sono senza tempo: coraggio senza paura, non credono nel rischio, neanche nel mondo post Covid , sono spiritosi, fanno duelli per l’onore e non per i likes, amano le donne e il vino.

In un periodo di complotti continui, spesso dannosi per le minoranze e per tutti, con la concezione ancora di un “nuovo ordine mondiale” che è stato ribaltato in pochi mesi, spazzando via ogni conquista post 1945, ogni bomba atomica che doveva dare lezioni definitive, ogni alleanza,  i moschettieri verrebbero ridotti a forze speciali che lavorano nella private security?  Athos è silenzioso, malinconico, e ha un passato tragico. Ha un codice d’onore impeccabile. Più di tutti i politici attuali. Trump gli darebbe del perdente. Lui giudica il mondo dalla sua casa di Bordeaux sorseggiando un bicchiere di vino. Ma è scoppiata la terza guerra mondiale, il petrolio nello stretto di Hormuz e gli prudono le mani, dove sono finiti i suoi amici? Li deve chiamare. 

Porthos è famoso online, è sportivo, ancora fisicamente attivo. Si veste in modo flamboyant. Ai milioni di follower su Instagram insegna i valori veri del passato con citazioni a volte pretenziose ma molto apprezzate. 

Aramis vive in un cottage colorato nella Bay Area, si occupa di tech, ma cerca la spiritualità sul Mt Shasta o sul Tamalpais e nelle bandiere tibetane e nel misticismo cristiano. Come i cantautori dell’Appalachia e Tyler Childers che cantano di minatori, politica e Tirtha Yatra. Qualche volta va in India per mesi per ripulirsi spiritualmente. Ama le donne ma odia la “manosphere” di TikTok, i suoi valori sono come quelli del country, dei gentlemen di una volta . È misterioso, il George Harrison del gruppo. Fa ilvolontario nelle mense dei poveri, studia teologia la sera e chatta con Dio su chat gpt. Usa gadgets e droni 

D’Artagnan è come Beto O’Rourke o Andy Beshear o Jon Ossoff, o Jack Schlossberg giovane ambizioso, politico, viene dalla provincia ma ha più morale di chi sta in città. Ha idealismo. È lui a voler riportare lo spirito d’avventura per risistemare la terra, il mondo, salvarlo dalla nuvola che fa alzare le maree. Ora però fermare un attacco cibernetico non è divertente come cavalcare, i morti pianti in Ucraina non si salvano grazie a qualche giovane idealista francese, il Medio Oriente cade a pezzi, ogni sua ideologia fondante non risuona con la Gen Z, come si fa a risolvere se non si riesce  neanche ad avere la stessa opinione sulle elezioni? Vuole salvare una donna palestinese e una israeliana ma non può neanche volare perché gli aerei non il traffico aereo è interrotto.

In un mondo di politica polarizzata agli estremi, cancel culture, Lealtà fotografata su Instagram , e un Trump che dice prima di non fare una guerra, poi di farla, di non trovare armi, poi sì, di finire la guerra nei prossimi anni, poi che è già finita e sarebbero confusi. 

Ma i 3 (4) moschettieri devono fare la cosa giusta . La vera Lealtà, il coraggio, non cambia anche se le spade si caricano a elettricità come le Tesla . 

Mio figlio non gioca con le armi, non per moralismo ma non ne ha ancora capito l’uso. Al massimo usa le bacchette della batteria come spade, come avesse un riflesso magico, o come una bacchetta di Olivander (Harry Potter). Conosce i Mouseketeers quelli di Mickey Mouse. 

Tutte le virtù della crescita, che oggi ci vengono trasmesse non dai codici dei cavalieri, ma da reels, consigli parentali, cottagecore su TikTok . 

Al mio bimbo dico che erano migliori amici, che si aiutavano sempre. E un giorno un ragazzo coraggioso D’Artagnan arriva dalla campagna alla grande città. Come si deve fare per crescere. Si va via, come la mamma. Chiede “In una casa? Da grande?”  . D’Artagnan voleva essere un moschettiere e dopo qualche litigio…diventano amici. Ed erano quattro, come i Beatles. Con nonni Baby Boomer sa dire John, Paul George e Ringo come i K-pop demon hunters . 

Ma non sono le parole a fare effetto. Cosa facevano? Correvano!! Saltavano! Si nascondevano! Cercavano l’avventura! Proteggevano i buoni. Se uno aveva paura gli altri lo aiutavano, come fai tu. Mi figlio vede un bimbo di 7 mesi più piccolo e gli toglie i calzini per dispetto, ma lo aiuta a camminare, poi vuole andare a cavallo. E lo abbraccia. Vuole dire” tutti per uno!”

Penso a quello che mi ero segnata con il pancione, ricopiando Dumas:  

Figlio mio, sii degno del tuo nobile nome, portato con onore dai tuoi antenati per oltre cinquecento anni. Ricorda che è con il coraggio, e solo con il coraggio, che un nobile si fa strada oggigiorno. Non temere le opportunità e cerca l'avventura. Figlio mio, tutto ciò che posso offrirti sono quindici ecus, il mio cavallo e il consiglio che hai appena ascoltato. Fai buon uso di questi doni e vivi una vita lunga e felice.


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DEAR WEIRD ONE by Sarah Cipullo